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Progetti conclusi
DESCRIZIONE DELL’ARA DIPINTA
L’altare, in muratura ed intonaco dipinto, rinvenuto nel 1825 in via Circo, rappresenta un raro esemplare
databile tra la fine del I secolo d.C e gli inizi del II secolo d.C. Si tratta di un’ara parallelepipeda (75x73x60 cm)
in mattoni legati con malta, costituita da un piano aggettante con avvallamento mediano in mattoni scalpellati.
Sulle pareti intonacate del corpo centrale si stagliano le rappresentazioni di quattro figure, incorniciate
da larghe fasce rosse ed ornate da festoni vegetali in corrispondenza dei due angoli superiori. Sui lati corti sono
rappresentate la dea Fortuna - Abundantia (Abbonanza) e la dea Vittoria, mentre sui lati lunghi figurano Cerere recumbente
– Tellus (Terra) ed Ercole.
La dea Fortuna, raffigurata con la cornucopia (corno dell’abbondanza) a significare la ricchezza di cui è foriera, regge con la mano destra il timone con cui governa il nostro destino ed ha accanto una ruota, per ricordarci che è la dispensatrice di vita, morte e fortuna. Porta un himátion giallo, un capo di abbigliamento dell'antica Grecia che, indossato sul peplo rosa-violetto, svolge il ruolo di mantello. Questo tipo di raffigurazione è molto comune nella monetazione imperiale.
La Vittoria alata, personificazione della vittoria in battaglia, insolitamente nuda con bianco mantello fluttuante dietro le spalle, porge con la destra levata una corona vegetale, nel tipico gesto dell’incoronazione del vincitore.
Si tratta di una rappresentazione inconsueta, che rimanda più alle raffigurazioni di Afrodite che a quelle consuete della dea, solitamente stante sul globo, volante o nell’atto di incoronare l’imperatore.
Ercole in nudità eroica è stante con la mano destra appoggiata alla clava. La mano sinistra regge forse una coppa, ora abrasa e confusa con la leonté (la pelle del leone di Nemea) appoggiata sul braccio.
Sull’altro lato lungo figura Tellus Cerere, semidistesa sul lato destro, con una corona vegetale sul capo ed appoggiata ad un sostegno, con le gambe cinte da un mantello azzurro-violetto, mentre regge tre spighe, raro attributo simbolo di fertilità.
Al disotto della dea, si può notare un’erma dionisiaca di stile arcaico in basalto nero: una testa barbuta avvolta da un tralcio di vite, certamente concepita con l’altare stesso in quanto, in corrispondenza di essa, la cornice dipinta di rosso appare di spessore maggiore rispetto a quelle degli altri tre lati, sollevando così la raffigurazione della dea recumbente e ritagliando lo spazio necessario all’inserimento della testa.
L’ara dipinta in muratura è una testimonianza eccezionale, che trova pochi confronti. Si ha però notizia di un altro esemplare rinvenuto a Milano nel 1830 presso le colonne di San Lorenzo e poi andato distrutto.
L’ara di via Circo, non avendo alcun rapporto con il Circo per ovvi motivi cronologici (il Circo fu costruito alla fine del III secolo d. C.), rappresenta piuttosto una testimonianza della frequentazione dell’area anteriore all’invasiva attività edilizia massimianea e un’importante attestazione della realtà cultuale di Mediolanum. La compresenza delle quattro divinità rimanda ad un eclettico repertorio figurativo: le tre dee sono frequentemente rappresentate su effigi monetali, mentre Ercole è un dio molto popolare in età romana e comune nei larari domestici. La buona qualità delle figure, rarissima testimonianza di pittura romana a Milano, e la scelta dei soggetti rappresentati, rispecchiano la cultura e la raffinatezza del committente del monumento.
L’altare potrebbe aver fatto parte dell’arredo di una delledomus extra moenia, le case costruite al di fuori della cinta muraria antica, che tra il I e il III secolo d. C. caratterizzano il quartiere occidentale della città. A tal proposito si ricorda che, proprio da via Circo, provengono i pavimenti musivi esposti al piano inferiore del museo.
È plausibile che, date le dimensioni del manufatto, esso fosse collocato nella sede di un collegium (corporazione di artigiani o commercianti che partecipavano attivamente alla vita politica cittadina), ipotesi avvalorata dalle implicazioni ideologiche del tema figurativo trattato.
Bibliografia:
AA. VV. 2007 – AA. VV.,
Sezione Milano Antica. V secolo a. C. – V secolo d. C., Guida, Civico Museo
Archeologico, Milano, Edizioni Et, 2007, pp. 115-116.
FROVA 1997 - FROVA A., “Un altare dipinto a Milano” in SCAGLIARINI CORLÀITA 1997, pp. 69-71.
SCAGLIARINI CORLÀITA 1997 - SCAGLIARINI CORLÀITA D., I temi figurativi nella pittura parietale antica (IV sec. a. C. – IV
sec. d. C.). Atti del VI Convegno Internazionale sulla Pittura Parietale Antica (Bologna, 20-23 settembre 1995), Dipartimento di Archeologia – Università di Bologna.
Association Internationale pour la peinture murale antique – A.I.P.M.A., University Press Bologna, 1997.