ROTARY CLUB MILANO OVEST  1955/2015

 
Per introdurre l’evento dei 60 anni del Rotary Club Milano Ovest mi piace richiamare le parole di alcuni soci che tanto hanno significato e ancora significano nella nostra storia. Penso a Carlo Sarasso, all’epoca governatore del Distretto 2040, che presiedeva a Milano il forum del “Paul Harris day”  il 27 gennaio 1997 nel 50° anniversario della scomparsa del fondatore del Rotary International, giornata a cura del Distretto 2040, cui avevano aderito anche i Distretti 2030, 2050, 2060, 2070, 2080, 2090, 2100, 2110, 2120. In quell’occasione, evento prestigioso e di forte richiamo per il mondo non solo rotariano che vide la partecipazione di importanti rappresentanti della cultura, della politica e della società civile, e che costituì anche l’inaugurazione della nuova sede del Piccolo Teatro, il nostro socio sottolineava la necessità “di una riflessione su passato, presente e futuro del Rotary e sui principi che ne sono la matrice e la cui perdurante valenza ben potrà essere focalizzata anche attraverso una loro rilettura, adeguatrice e funzionale ai nuovi scenari di oggi e domani”. 
“Conoscere per essere. Solo essendo consapevoli del percorso del nostro Club nei primi 50 anni di vita, ci sentiremo responsabilmente soci e potremo apportare contributi significativi”. Così scriveva Luigi Romeo, socio fondatore del Milano Ovest, di cui ci onoriamo di pubblicare nel nostro volume uno scritto, nell’opera edita nel 2005, presidente Aldo Gianni, per i 50 anni del club.
Ritengo che tali concetti risultino ancora validi ed attuali, e proprio con questa convinzione ho fortemente voluto la pubblicazione di un libro dove si concentri la storia dei primi 50 anni, ma dove si strutturino pure, attraverso i contributi dei vari soci, l’intensità e la vivacità, oltre che i cambiamenti, caratterizzanti gli ultimi 10 anni. 
Il significato di questa iniziativa si colloca anzitutto in una linea di continuità con il passato e la tradizione della gloriosa storia del Milano Ovest; nel 1980, quando il club era inserito nel Distretto 204, durante la presidenza di Mario Chirico, attualmente socio onorario, e di Gian Alberto dell’Acqua, sovrintendente ai beni culturali della Lombardia e presidente del museo milanese Poldi Pezzoli, si pubblicò il volume Venticinque anni di vita rotariana, dove si rinvengono notizie preziose per la conoscenza di persone e fatti che incisivamente e in modo fecondo hanno caratterizzato quel periodo. Fa specie e suscita commozione scoprire nel primo Bollettino del Club, allora Club di Rho, relativo alla riunione del 19 ottobre 1955 e redatto dal segretario Vincenzo Spicacci, che relatore della successiva conviviale sarebbe stato proprio Luigi Romeo. Dino Falconi, nel suo scritto comparso nello stesso volume, vede originarsi dalla ruota del Rotary sei cose belle: onestà, amicizia, attività, generosità, libertà e pace; risulta spontaneo pensare al “Paul Harris day” del 1997, quando il prefetto dell’Ambrosiana mons. Gianfranco Ravasi nella sua relazione individuò nel simbolo del Rotary “quasi l’immagine della sua strategia: coniugare le individualità e le varie personalità con la solidarietà che muove e spinge le varie azioni che questo sodalizio promuove e realizza”. Il concetto espresso da Ravasi si collega al tema dell’amicizia, mirabilmente trattato pochi mesi prima  (v. Duemila Rotary, n. 5, dicembre 1996) dall’attuale prefetto dell’Ambrosiana e nostro illustre socio, mons. Franco Buzzi: “in uno spazio di reciproco scambio l’amicizia vera è costantemente rinsaldata dalla comune decisione razionale per qualcosa di bello e di buono”. Ricordiamo che lo stesso Buzzi fu in seguito, precisamente nell’anno 1999/2000, nel 45° anniversario del Club, presidente del Milano Ovest. Quale miglior presidente, figura di spicco, profondo conoscitore dell’animo umano e veicolo di fondamentali valori cristiani, oltre che rotariani, per affrontare insieme il nuovo millennio?
Ci piace segnalare che proprio il socio del Milano Ovest Vittorio Fleischner nell’anno Rotariano 1980/81, anno del 25° anniversario, fu governatore del Distretto, mentre Giuliano Magnoni lo era già stato nel 1973/74.
Ad Andrea Bissanti, governatore nel 2001/2002 ed attualmente ancora nostro socio molto attivo e punto di riferimento all’interno del Club, spettò invece nel 1990 festeggiare i 35 anni del Milano Ovest nel suo ruolo  di presidente per quell’anno; alla sua iniziativa si deve la pubblicazione del volume 1955-1990, dove tra l’altro si parla diffusamente del Rotaract (e qui è d’obbligo ancora il riferimento a Luigi Romeo, che tanto ha fatto e speso per i giovani all’interno del Distretto), sorto all’inizio degli anni settanta, con la formazione nel 1988 del Rotaract Milano Ovest. Nuove generazioni significa anche scambio giovani, programma illustrato in quel volume da Italo Ferrante, nostro socio sempre attivo e presente oltre che attuale segretario distrettuale; in una linea costruttiva di continuità vediamo ora impegnato su questo fronte come presidente della Commissione giovanile del Distretto Massimo Marconi. Sempre collegato al problema dei giovani è lo scritto di Inigo De Vera D’Aragona relativo allo Iard (sorto in realtà fin dal 1961, promosso dal Milano Ovest e da altri club milanesi), che opera nel campo della ricerca sui processi culturali, educativi e formativi, attraverso la conduzione di ricerche, l’erogazione di servizi e la divulgazione di informazioni su tutto il territorio nazionale. Nel corso degli anni novanta, precisamente nel 1996/97, su ispirazione del nostro socio Franco Tozzi, in collaborazione con Franco Orsenigo del Rotary Club Milano Est, sorse e si sviluppò in modo proficuo un altro progetto importante rivolto alle nuove generazioni, il Programma Virgilio; nell’anno 2001/2002, essendo governatore Andrea Bissanti, il progetto si strutturò ulteriormente grazie a una serie di rapporti con le Istituzioni, con le aziende e il mondo della pubblica istruzione. Fa piacere constatare che tale programma, per il quale fino all’anno scorso era fortemente coinvolto il nostro governatore Tomaso Quattrin, resta tuttora molto significativo ed incisivo per la formazione delle nuove classi imprenditoriali.
Poco dopo la metà degli anni settanta era sorta ad opera dei club Rotary (tra cui rilevante l’apporto del Milano Ovest) e Lions l’Associazione Italiana contro la diffusione della droga, (ora A.I.D.D., associazione contro le dipendenze, presidente attuale il nostro infaticabile socio Nazzareno Pettinari), di cui si sono occupati con grande dedizione numerosi soci del Club: basti per tutti il nome di Alberto Brunetti, autore di un documentato articolo apparso sempre nel volume edito nel 1990.  Deve la sua origine al Milano Ovest, anche se poi si è sviluppato in campo nazionale ed europeo, pure il C.I.R.A.H (Centro Internazionale Ricerche Autosufficienza Handicappati), su cui scrive Vittorio Fleischner, mentre negli anni ottanta si costituì, su iniziativa del Presidente del Tribunale dei Minori Lucio Maienza, il C.A.M, avente per oggetto lo svolgimento gratuito e per soli fini di solidarietà sociale, di attività e servizi richiesti dal Tribunale per i Minorenni, dai Giudici Tutelari e dalle Pubbliche Amministrazioni; sempre attiva in tal senso resta l’Associazione “Gli Amici del C.A.M”.  
Nell’introduzione al volume edito nel 2005 Aldo Gianni scriveva: “Certo ignoravo all’atto della mia ammissione al Rotary Club Milano Ovest che mi sarebbe spettato l’alto compito di essere presidente in occasione della celebrazione del cinquantesimo di nascita del Club”. Aggiungeva anche di avvertire “un senso di inadeguatezza, ma anche la consapevolezza della necessità di capire le ragioni del nostro stare insieme, di ritornare alle radici del nostro sodalizio per comprenderle a fondo e farle mie”. Ecco, io credo che quanto espresso dall’amico Aldo rifletta pienamente anche il mio stato d’animo nel momento in cui mi accingo a festeggiare con tutti i soci i 60 anni del Club. Posso solo sperare che l’orgoglio di essere presidente di un club glorioso e ricco di storia come il Milano Ovest, unitamente alla passione e all’entusiasmo che mi guidano e mi sostengono nell’esercizio di tale ruolo, quanto mai significativo in questo particolare anno, sopperiscano al senso di inadeguatezza che inevitabilmente a volte mi colpisce. Sono entrata nel Milano Ovest nel 2008, quando già frequentavo in alcune occasioni le conviviali seguendo mio marito Paolo Golia, presentata da due colonne del Club, Amalia Ercoli Finzi e Italo Ferrante; gli stessi soci, oltre a Victor Ghislandi, Andrea Pernice e altri amici, hanno voluto che io diventassi presidente. Sono molto grata a tutti per l’impegnativa e gratificante opportunità che mi è stata offerta, in quanto ho potuto conoscere in modo più profondo il Rotary e i suoi principi, vivendoli intensamente, con la consapevolezza che solo con l’impegno personale continuamente rinnovato  e con la reciproca fiducia, basata anche sull’amicizia, si possono raggiungere gli obiettivi comuni.  Mi è d’obbligo un cenno alla figura di Victor Ghislandi, attivo nel presente anno nel Consiglio Direttivo del Club, uno dei soci più anziani dopo Luigi Romeo, che in tanti ha sempre servito il club con competenza e con signorile discrezione. 
Voglio solo ricordare brevemente alcuni punti essenziali nella storia del Milano Ovest, evidenziando quali Club sono sorti su iniziativa di soci dello stesso.
Il Rotary Club Rho nasce nel 1955; nasce in periferia perché il primo Rotary d’Italia, il prestigioso Club Milano sorto nel 1923, secondo la prassi diffusa deve restare l’unico club Rotary nel territorio cittadino. Il Club Rho vanta tra i suoi fondatori nomi altisonanti (a questi se ne aggiungeranno nel giro di pochi anni molti altri), ma non deve occupare quanto di pertinenza del Club Milano; allarga allora la cerchia della propria influenza, annettendosi le zone limitrofe di Magenta e Abbiategrasso. Anche la nuova sede, il Bel Sit in via Gallarate, appare perlomeno curiosa rispetto ai canoni comuni: “un alberghetto un poco décrié, con vasta sala da ballo, ricca di cotillons e un soffuso odore di peccato” (v. Massimiliano Caccia Dominioni, Un po’ di storia, in Venticinque anni di vita rotariana). Quando il Consiglio Direttivo del Milano in data 1 dicembre 1959 “onde normalizzare la situazione del Rotary nella città di Milano” delibera di mantenere al Club Milano-Centro il territorio compreso nella ex cerchia dei Bastioni, e di cedere il restante territorio cittadino a quattro club, che dovranno chiamarsi Milano Nord, Milano Est, Milano Sud e Milano Ovest, finalmente il Club Rho può mutare la sua denominazione in Milano Ovest e si insedia subito in centro, tenendo le proprie riunioni all’Albergo dei Cavalieri in piazza Missori. Come osservato da Bissanti nel volume edito nel 1990 “lo stabilirsi del nostro Club a Milano segnò un momento importante nello sviluppo e nell’evoluzione del Rotary: fu allora infatti che venne superata la consuetudine di un solo Club nelle città più grandi; pertanto la nostra città vanta il primo Club in Italia ed il più anziano ‘tra i cadetti’ ”.
Nel 1961, riprendendo la propria attività di espansione e sviluppo, stacca dal proprio territorio la zona di Magenta, con la fondazione del Rotary Club Magenta ed inviando il proprio socio Pietro Molla a presiedere la nuova istituzione (ricordiamo con soddisfazione le frequentazioni al Milano Ovest della moglie di Molla, poi proclamata Santa); dallo stesso si originerà poi il RC Abbiategrasso.
Nel gennaio 1964, con la presidenza di Enrico Citterio, inizia la sua attività anche il Club Rho, da cui si originerà il RC Bollate, poi Milano Nord Ovest.
Nel 1971, d’accordo con il Club Milano Sud, dà vita al nuovo Club Milano Sud-Ovest, con la presidenza di Pierluigi Caccia Dominioni (nel frattempo, precisamente dal 1969, il Milano Ovest approda a Palazzo Serbelloni, lasciato in anni recenti per insediarsi a Palazzo Bocconi, sempre in corso Venezia).  
Emblematica sulla fondazione di un nuovo Club cittadino può essere considerata la storia del RC Milano San Siro, che proprio quest’anno festeggia i 40 anni dalla nascita. Il 15 ottobre 1973 il governatore Marangoni incarica Dino Berretta, socio del Milano Ovest dal 1959 (“è sempre nel cuore il mio vecchio Milano Ovest, cui fui presentato nel maggio 1959; il presidente era quel simpatico gentiluomo di Gigi Caccia Dominioni, con il quale avevo avuto un incontro casuale in guerra in Africa” v. volume edito 1990), di fondare un nuovo Rotary a Milano; nel novembre il Milano Ovest dà l’OK e cede 20 soci e il territorio per il nuovo Club; nel febbraio 1974 iniziano le riunioni per il problema del nome e dei confini; nel marzo il Governatore del Distretto approva il nome del nuovo Club Milano Nord Est, mentre nel giugno 1975 il Governatore Ricas consegna il decreto di fondazione. Solo il 4 dicembre dello stesso anno perviene il riconoscimento ufficiale dal Board di Evanston col nome San Siro, nome tenacemente voluto dal fondatore Berretta, con riferimento allo stadio e all’ippodromo milanesi, conosciuti in tutta Europa. Guarda caso, tra l’altro, che Berretta abitava proprio a San Siro! 
Nel 1974 il governatore Giuliano Magnoni affida a Battaglini l’incarico per la creazione di un nuovo Club, che avrebbe dovuto chiamarsi Milano Corvetto, ma che prese poi il nome di Milano Sud Est.
La denominazione relativa ai punti cardinali non viene adottata per il RC che sorge su stimolo del Governatore Ravizza nel 1978, sempre ad opera del Milano Ovest, precisamente il Milano Porta Vercellina. Primo presidente è Giuseppe Origoni, del quale ci onoriamo di riportare in questo volume uno scritto inedito, già segretario del Milano Ovest. Ci fa sorridere l’idea che “la campana fu dono del club padrino nell’occasione della prenatalizia del 18 dicembre 1978, con i due Club riuniti; il presidente Origoni e il presidente Casani la martellarono insieme”.
Pochi anni dopo, nel 1981, nasce un altro Club, il Milano Fiori, poi Milano Brera, ad opera di Vincenzo Casserà, già socio del Milano Ovest dal 1971.
Nel 1990, proiettato nel futuro e pronto a vivere la dimensione dell’ultimo decennio prima degli anni duemila, il Milano Ovest dà origine ad un nuovo Club, sotto la presidenza di Renato Bellobono, già nostro socio dal 1976. Lo stesso Club è poi rientrato nel Distretto 2041 e nel 2015 è confluito nel Milano Borromeo Brivio Sforza con il San Giuliano.
Direi che fare un bilancio a questo punto è d’obbligo: ben otto Club si sono originati dal Milano Ovest e sul territorio hanno continuato ad operare seguendo i principi del Rotary; con gli stessi desideriamo intrattenere ancora rapporti di amicizia e collaborazione; ricordo solo che i presidenti degli otto Club partecipano alla serata evento per i 60 anni del Milano Ovest. Constato con piacere che sono presenti anche i Club del Gruppo 4 con il nostro AG Manlio Grassi, oltre a Giuseppe Masera, presidente del RC Se.De.Ca. (distretto 2042), con cui fruttuosamente abbiamo collaborato e continuiamo a collaborare in progetti di servizio.
Non mi soffermo a parlare del progetto Polio Plus, con l’obiettivo di “interrompere la trasmissione del Poliovirus, su cui tanto si è già detto in questi anni; a proposito di questo progetto richiamo solo le parole, sempre attuali, contenute nel messaggio di Carl Wilhelm Stenhammar per i 50 anni del Milano Ovest, presidente 2005/2006 del Rotary International: “Il Rotary ha dato esempio straordinario di come sia possibile la collaborazione tra il settore pubblico, il settore privato e altre fondazioni e organizzazioni”.
Un ultimo cenno sul Club di Golfe Juan Vallauris, con il quale i rapporti iniziarono quando il Milano Ovest era ancora il Club di Rho: troviamo infatti menzionato il Club francese negli Archivi del Milano Ovest già nel Bollettino n. 127 della riunione conviviale del 4 giugno 1959 presso l’hotel Excelsior di Magenta, in occasione del centenario della battaglia omonima; oltre ad autorità civili e militari italiane e francesi e ad importanti ospiti sono indicati i soci del Club Contact di Golf Juan. Il piccolo Club di Rho si lanciava dunque nella celebrazione di un evento significativo per la storia d’Italia, rivelando già una fisionomia proiettata verso iniziative di carattere internazionale, in linea con la più completa visione della dimensione d’azione indicata per i Club dal Rotary International. Di fatto i rapporti di amicizia e di collaborazione col Club della Costa Azzurra si strutturarono nel 1961, con la presidenza di  Gustavo Sapegno, quando ormai il Club si chiamava Milano Ovest. Con soddisfazione posso segnalare che tali rapporti, forse un po’ trascurati per alcuni anni, stanno riprendendo con rinnovato vigore.
Siamo arrivati ormai agli ultimi 10 anni del nostro Club: qui cedo con piacere la parola ai numerosi soci che hanno scritto della nostra storia recente nel volume edito per i 60 anni del club, facendo emergere le trasformazioni costruttive, pur nel rispetto della tradizione, che si sono delineate e rinforzate in questo periodo, “in un processo evolutivo, di miglioramento e di rinnovamento”. Il richiamo è al testo riportato nello stesso volume di Andrea Pernice,  nominato Governatore del Distretto per l’anno 2017-2018, che diventa così il quinto Governatore uscito dalle file del Milano Ovest, a riprova del valore del nostro Club. Secondo quanto affermato dall’amico Andrea, “come cambia la società, come cambiano le persone, come cambia il loro approccio alle cose della vita, così cambia il Rotary, e in prima battuta il Rotary Club. Nel caso del Milano Ovest con la garanzia, la stessa delle famiglie più solide, di avere proprio nella tradizione la bussola del cambiamento, perché possa essere effettivamente e continuamente rinnovamento”.
  
Giovanna Forzatti Golia
Presidente del RC Milano Ovest 2015/2016
 
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